SEMPITERNO | 13 dic


Piatti emblematici e familiari, dall’Avvento all’apparecchiatura familiare del Natale

Sempiterno è un progetto nato lo scorso anno, che si prefigge lo scopo di conoscere e approfondire la storia della cucina e la storia in generale, attraverso la cucina. L’idea nasce dalla consapevolezza che conoscere il passato è fondamentale per comprendere il presente, dalla nostra passione per la cucina tradizionale, ma soprattutto nasce dopo aver conosciuto un grandissimo esperto in materia, probabilmente il più grande di tutti, lo storico della cultura gastronomica e dell’arte conviviale Tommaso Lucchetti.
Siamo partiti con un nuovo ciclo, un altro anno da condividere con tutti gli appassionati di storia gastronomica e di tradizioni. Le cene, come di consueto, si svolgeranno in un’unica grande tavola conviviale, con gli affascinanti racconti di Tommaso ad intercalare i nostri piatti.

Il gioco di parole è irresistibile, e parte da lontano, dalla lingua latina: “mensis” significa mese (termine rimasto nell’aggettivo “mensile”), “mensa” vuol dire ancora adesso più linearmente “mensa”, parola che tuttora indica la tavola imbandita per condividere i pasti, ed inoltre termine che per gli antichi romani indicava anche il piatto dove si mangiava. Ma l’idea parte anche dall’esperienza ordinaria universalmente condivisa, quando scorrendo anche solo mentalmente il calendario, anche dei nostri ricordi personali e delle nostre esperienze intime e familiari, si associano i dodici spicchi dell’anno (modularmente ripetuti all’infinito, nell’arco della nostra esistenza), a feste, ricorrenze, consuetudini ritualmente ripetute, e quindi a profumi, sapori, ricette, piatti, atmosfere, piccoli cerimoniali soggettivi. Questa nostra scansione personale di piccoli eventi legati al ciclo di dispensa/cucina/mensa è in realtà ricalcata su un vissuto millenario di costante confronti tra terra e cielo, da ciò che la natura offre dietro tanto lavoro e parallelamente da ciò che viene simbolizzato e ritualizzato nella sua dimensione non più solo materiale ma anche spirituale, poetica oltre che prosaica. Non solo i ricettari infatti, ma anche i lunari e gli almanacchi oltre allo schema dei giorni combacianti nelle settimane offrivano precetti legati alle provviste, ai segreti per conservarle, insaporirle, cuocerle e servirle al meglio, rispettando non solo le disponibilità di campi e mari, orti e boschi, ma anche le simbologie alimentari dell’anno liturgico cristiano, erede più o meno consapevole di quello antecendente dell’eredità pagana di Roma Antica. Inevitabilmente il calendario diventa così anche “dispensario” e “cucinario”, un registro che mensilmente, a mensa, racconta una storia che si evolve, intessuta comunque ad un intreccio perpendicolare di una trama ed un ordito che sopravvivono da sempre.

Tommaso Lucchetti

Il menu

Arance, olive e finocchi (antico piatto tradizionale dell’Avvento)
Cappelletti in brodo (dal ricettario a stampa Cuoco perfetto marchigiano, 1897)
Cappone lesso ripieno (antica ricetta tradizionale delle vallate del Cesano e del Metauro)
Parmigiana di gobbi (dal ricettario manoscritto ottocentesco delle clarisse di Serra de’ Conti)
Serpe (dolce tradizionale conventuale marchigiano)

45 euro

Tommaso Lucchetti, di formazione storico-antropologo dell’alimentazione è docente, curatore di mostre. Collabora presso musei, biblioteche ed istituzioni culturali per la ricerca e la valorizzazione di aspetti storici ed antropologici su cibo ed arti da mensa. E’ docente di storia e cultura dell’alimentazione all’Università di Parma”. Tra le pubblicazioni Piatti reali e trionfi di zucchero ( Retecamere, 2009), Storia dell’alimentazione, della cultura gastronomica, dell’arte conviviale delle Marche (Il Lavoro Editoriale, 2009), Il Poeta e la sua mensa (Il Lavoro Editoriale, 2012), Il sapore delle arti (Sistema Museale Provincia di Ancona, 2014), le Feste dello spirito (2015), il saggio Cucina ed arti plastiche per Cultura del Cibo, a cura di Massimo Montanari per le Opere Enciclopediche Utet (2015). Tra gli antichi ricettari manoscritti recuperati e trascritti le carte di casa seicenteschi del cardinal Bonaccorsi a Macerata, gli appunti ottocenteschi di Tommaso Zaccagnini di Staffolo, le note di sette-ottocentesche cucina e dispensa delle clarisse di Serra de’ Conti, le carte ottocentesche di Celeste Erard, moglie del musicista Gaspare Spontini; tra il recupero di testimonianze e memorie orali è in uscita un volume dedicato a Moie. Tra i riconoscimenti ricevuti è stato premiato dalla Stampa Estera come Divulgatore culturale della gastronominia 2014.

Siamo chiusi dal 4 al 12 ottobre. 
Riapriamo venerdì 13.