De Angelis ft. Karen Dalton | 11 ottobre


Ottobre segna il ritorno al Gallo Rosso di Paola De Angelis. Questa volta abbiamo deciso di cambiare leggermente la consueta formula di ascolto di un solo album. Tratteremo un’artista raccontando la sua vita attraverso più ascolti, scelti da dischi diversi.
Un’altra novità è che abbiamo scelto una cantante e musicista, poco conosciuta ai più, ma proprio per questo, secondo noi, molto più accattivante come idea.
Ascoltare brani già conosciuti, previa spiegazione di un professionista è bellissimo, ma conoscere qualcosa di nuovo è altrettanto affascinante.
Paola ci introdurrà all’ascolto di Karen Dalton, artista statunitense, scomparsa nel 1993.
Karen Dalton era una cantante, chitarrista e suonatrice di banjo. Legata alla scena del Greenwich Village, ebbe tra i suoi amici ed estimatori Fred Neil e Bob Dylan che di lei dirà: cantava come Billie Holiday e suonava la chitarra come Jimmy Reed. Una vita di sofferenza e dolore quella di Karen, che ricevette come unico dono quella voce meravigliosa, che lascia il segno sin dal primo ascolto. Non amava cantare in pubblico, voleva farlo solo per gli amici, tant’è che il primo album è venuto alla luce solo grazie al produttore Nick Kent che la convinse a registrarlo facendole credere che sarebbe rimasto nella sua collezione personale e privata. Non vi sveliamo altro, ma avrete già capito che si tratta di un’artista straordinaria, sia per le sue doti canore, che per la sua vita dannatamente triste; un’accoppiata che purtroppo nella storia della musica ricorre spesso.
Paola De Angelis ha approfondito la vicenda di Karen e ce ne parlerà con la sua solita, ineguagliabile passione, ma non vi vogliamo spoilerare nulla e ci fermiamo qua.
Chiudiamo con le parole che Eddy Cilìa scrisse sul “Mucchio” nel 2006.
“Immaginate: un “Pink Moon” registrato da una Holiday bianca innamorata di Robert Johnson, in una capanna sugli Appalachi. Ecco, non avete immaginato abbastanza. Cigolante e narcolettico, “It’s So Hard To Tell Who’s Going To Love You The Best” è un’anestesia del cuore non andata a buon fine e dio se fa male, allora. Se non vi commuove una I Love You More Than Words Can Say – di Eddie Floyd e Booker T. Jones: non più, dopo la Dalton – nulla potrà mai.”

Noi vi accoglieremo come di consueto con il nostro buffet ricco di cibo e vino. Prima sazieremo il vostro sano appetito, poi passeremo alla musica.

Costo della serata 30 euro

Siamo chiusi dal 4 al 12 ottobre. 
Riapriamo venerdì 13.